Certe partenze fanno paura. E quella di Roberto De Zerbi sulla panchina del Tottenham non era stata esattamente incoraggiante. Un avvio difficile, risultati che non arrivavano, e una piazza esigente come quella londinese che inizia a spazientirsi in fretta. Poi però arriva una vittoria, e tutto cambia di colore.
Tre punti sudata, non una passeggiata
Gli Spurs espugnano il campo del Wolverhampton con il minimo scarto, una rete di differenza che basta e avanza per portare a casa tre punti pesantissimi. Non una prestazione da manuale, intendiamoci, ma una vittoria sudata, conquistata con carattere e con quella determinazione che nelle settimane precedenti sembrava mancare.
De Zerbi è un allenatore che ha bisogno di tempo. Lo sapevano tutti quando è stato ingaggiato, o almeno avrebbero dovuto saperlo. Il suo calcio è riconoscibile, verticale, con una pressione alta che richiede settimane di lavoro per essere assimilata davvero. Al Brighton aveva costruito qualcosa di straordinario partendo da zero, e anche al Marsiglia aveva lasciato un’impronta netta prima di approdare in Premier con gli Spurs.
Un avversario tutt’altro che abbordabile
Il Wolverhampton non era un avversario semplice, parliamoci chiaramente. Una squadra che in casa sa rendersi fastidiosa, che lotta per ogni pallone e che non ti regala niente. Vincere lì, anche di misura, ha un significato preciso: questa squadra esiste, ha una direzione, e comincia a capire cosa vuole il suo allenatore.
Il gol che decide la partita arriva in una fase in cui il Tottenham stava crescendo nel match, trovando con più continuità le combinazioni tra le linee che De Zerbi cerca ossessivamente nel suo gioco. Un’azione costruita con pazienza, finalizzazione precisa, e poi gestione del risultato con ordine e compattezza difensiva. Sembra una cosa banale, ma per una squadra che stava attraversando un momento di confusione, saper chiudere una partita è già un segnale di crescita.
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Una vittoria che vale doppio
Tornando al campo, c’è un aspetto che secondo me racconta molto di questa vittoria. Il Tottenham non ha dominato, non ha stravinto, non ha fatto vedere chissà quale calcio spumeggiante. Ha semplicemente vinto una partita difficile fuori casa contro una squadra che voleva i tre punti tanto quanto loro. E in certi momenti di una stagione complicata, questo tipo di risultato vale doppio rispetto a una bella prestazione persa.
De Zerbi: sollievo senza euforia
De Zerbi nel post partita sembrava sollevato, ma non euforico. Sa meglio di chiunque altro che una vittoria non cancella i problemi, non risolve le difficoltà strutturali di un gruppo che sta ancora imparando la sua idea di calcio. Però apre una finestra, crea un po’ di ossigeno, e soprattutto ricostruisce fiducia in uno spogliatoio che ne aveva bisogno.
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Adesso il calendario dirà la verità
La Premier League è un campionato che non aspetta nessuno. Le partite si accavallano, le pressioni sono continue, e ogni settimana è un esame diverso. Per un allenatore italiano che arriva in Inghilterra con idee precise e un modo di lavorare riconoscibile, la sfida è enorme. Ma De Zerbi ha già dimostrato in passato di saper trasformare le difficoltà iniziali in qualcosa di solido nel medio periodo.
Adesso si vedrà se questa vittoria diventa un punto di partenza reale o rimane un episodio isolato. Il calendario dirà molto nelle prossime settimane, e il Tottenham dovrà dimostrare di aver imparato qualcosa da questa serata al Molineux. Però, beh, intanto i tre punti sono in tasca. E non è poco.